Lettera 238

LETTERA 238 - MAGGIO 2026-GIUGNO 2026

Editoriale:

LetteraEND 238 – Amare è l'eterna innocenza

Autore:

di Mariagrazia e Eugenio Palombo Responsabili Regione Centro

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Il tema di quest’anno ci invita a riflettere sulla nostra chiamata a un amore sconfinato che abbia gli occhi di Gesù... Questo è possibile se la parola del Signore raggiunge il cuore non come promessa di qualcosa, ma come promessa di qualcuno che ama la nostra vita di un amore onnipotente, che può tutto per coloro che ama e si affidano a Lui.” (Dom Mauro-Giuseppe Lepori).

In questo articolo condividiamo i pensieri che la fede ha evocato al nostro cuore, cercando nel tesoro intimo della nostra memoria “cose vecchie e cose nuove” e accogliendo le tante parole alte e altre che il Signore ci dona attraverso le Scritture, gli insegnamenti della Chiesa e la bellezza delle sue creature.

“Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt5,8).  Davanti a questa affermazione come non pensare a Maria e Giuseppe, giovane coppia con il sogno di amarsi e formare una famiglia, con il cuore pieno di progetti! Ci è voluto tutto il loro sguardo puro e generoso per affidarsi, vedere a cosa Dio li chiamava ed entrarci. Pensiamo anche allo sguardo di Gesù che scruta, incontra e purifica il cuore di Zaccheo, di Maddalena, di Matteo, dell’adultera, della samaritana, di Nicodemo… di ognuno di noi. “Dio ci rende figli e ci chiama a diventare simili a Lui nella nostra pur fragile umanità. La nostra somiglianza con Dio si raggiunge nella relazione con il Figlio fattosi uomo; […] nelle relazioni autentiche, la parola non serve solo a scambiarsi informazioni e notizie, ma a rivelare chi siamo, anche a noi stessi” (Leone XIV)

“La tua Parola è lampada ai miei passi” (salmo 119). Possa la Parola divina penetrare nelle nostre menti e nei nostri cuori e illuminare i nostri occhi.  “La lampada del corpo è l’occhio: se il tuo occhio è limpido anche il tuo corpo è nella luce” (Luca 11,34-36). Il Signore ci chiede di avere uno sguardo interiore limpido che scaccia l’ipocrisia, che Lo cerca e vede il prossimo con amore come Lui lo vede. Uno sguardo limpido che accoglie la luce di Cristo e vede le cose nella loro verità senza sovrastrutture di pensiero. Il poeta Pessoa guardando la natura e il mondo che ci circonda scrive: “Chi ama non sa mai quello che ama, né sa perché ama, né cosa sia amare… amare è l’eterna innocenza” * Dunque l’incontro con Cristo purifica il nostro sguardo ed esige un'adesione al suo sguardo di gratuità, amore e misericordia e quindi un cambiamento. Ciò si realizza sia nello scambio di sguardi di una coppia** che negli incontri fraterni, portatori di gratuità, amore e misericordia che hanno il potere di cambiare una vita.

Quando questa LetteraEND arriverà nelle case di tanti amici che abbiamo incontrato nei quattro anni di servizio regionale, noi saremo al suo termine. Il servizio per noi è stata una grande occasione per guardare con purezza coloro di cui ci siamo impegnati ad avere cura; coloro che abbiamo incontrato e avuto modo di conoscere; coloro che ci hanno ospitati prendendosi cura di noi con la modalità speciale che viviamo nel nostro movimento. Se non ci fosse uno sguardo puro che ha in comune Cristo, come potrebbero delle persone fino ad allora sconosciute fermarsi fino a tarda notte a guardarsi negli occhi e condividere la propria vita? Per noi il servizio è un dono ricco di occasioni per crescere nell’umiltà. Infatti più conosciamo Dio attraverso l’ascolto e l’approfondimento, attraverso la preghiera che abbiamo offerto per tutti, attraverso gli incontri e gli sguardi con i fratelli… e più cresce la consapevolezza della nostra piccolezza.

Grazie Signore perché ci rendi capaci di sguardi di purezza.