newsletter n° 22

La newsletter che vi trovate tra le mani nasce dal desiderio di contestualizzare nel mondo in cui viviamo il nostro agire di uomini credenti e cristiani, di interrogarci sui fatti che caratterizzano questa nostra società. Abbiamo scelto di parlare di ISIS, non solo per la drammatica attualità dell’argomento, ma soprattutto perché gli interrogativi che questo evento ci pone attengono alle categorie più profonde della sensibilità umana. Il nostro non è un reportage su cosa sta succedendo, non è una cronaca (non ne saremmo capaci e non è il nostro obiettivo). Ciò che vi proponiamo è di fare questo viaggio con noi, aiutati dai contributi che le persone interpellate ci hanno “regalato”, alla ricerca delle motivazioni che determinano i nostri atteggiamenti di fronte a situazioni così sconvolgenti.

Franco Garelli, nel suo articolo “Riflettere per distinguere”, ci fornisce la cornice dentro cui muoverci in questa nostra riflessione.

Luca Robino, nel suo articolo “Stay Human”, partendo da Bonhoeffer, si chiede “… che cosa è veramente per noi, oggi, il cristianesimo e, ancor più, chi è per noi Cristo …” e ci guida in un percorso coinvolgente ed interessante, interrogandosi su come reagiamo noi “… cristiani secolarizzati posti di fronte al fanatismo dell’ISIS …”.

Con l’articolo “La contronarrativa per la lotta al terrorismo”, Luca Toselli svolge una acuta analisi sull’utilizzo che i terroristi fanno dei media digitali, su quali obbiettivi  vogliono perseguire e sulla incisività del messaggio che viene proposto, confrontandoli con i messaggi che l’occidente invia, usando gli stessi mezzi, all’altra metà del mondo. Arriva a dire che “il terrorista non è affatto interessato ad eliminare il nemico, ma a seminare il terrore”; affermazione forte ma validamente argomentata.

A proposito di terrore, Mario Castellucci, con l’articolo “Chi ha paura dello sparviero”, affronta il tema della paura che, consapevolmente o inconsapevolmente, alberga in ciascuno. La bandiera nera sulla cupola di San Pietro, la sbandierata presenza dell’ISIS in Libia (ai nostri confini!), purtroppo confermata dai recentissimi eventi in Tunisiache che hanno coinvolto direttamente anche la nostra Regione, non ci fa stare tranquilli. L’articolo che proponiamo svolge il tema non solo da un punto di vista psicologico, ma lo approfondisce anche da un punto di vista sociale e culturale, con l’intento non tanto di esorcizzare la paura, quanto con quello di renderci consapevoli dei meccanismi connessi.

Il viaggio trova la sua conclusione nell’articolo che Mario Fadda ha intitolato “Dal mare nostrum al mare omnium”. Partendo da una bella riflessione di Giorgio La Pira, auspica che il Mare Mediterraneo possa finalmente vedere tutti i popoli che in lui si affacciano vivere in pace. E svolge il suo ragionamento attraverso un excursus che parte da San Francesco per arrivare ai nostri giorni, augurandosi che la visione profetica di La Pira possa diventare realtà.

Ecco la nostra proposta.

Auspicando che sia di vostro interesse, auguriamo buona lettura.

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