newsletter N.° 41 - Natale 2019 - Vi perseguiteranno a causa del mio nome

Cercando un altro egitto
La speranza non è la convinzione che qualcosa andrà bene,
ma la certezza che qualcosa avrà senso
(p. Timothy Radcliffe, cit. da Luca Robino)


Può sembrare strano in questi giorni sovrapporre alle immagini di vetrine sfavillanti, di pacchi e luminarie, quella del vecchio Giuseppe che, confidando in un sogno, abbandona tutto e fugge lontano, magari in una barca come nell’illustrazione di Arcabas, per salvare il Bambino dalla prima, sanguinaria persecuzione e per immaginare un futuro completamente diverso dalle
coreografie del presepe. Ma è proprio la fuga l’unica soluzione possibile? Come se il Padre non avesse alternativa migliore per il destino del Figlio che quella di mandarlo in un paese straniero e forse ostile, come quando noi stessi non comprendiamo l’immediato e ce la prendiamo se le nostre preghiere non si sono concretizzate secondo i nostri desideri.

Quella prima persecuzione si ripete ancora oggi in molte parti del mondo, come ad esempio in Iran, dove quattro persone sorprese a festeggiare, privatamente, il Natale hanno subìto condanne a complessivi 45 anni di carcere, o come in Birmania, dove la Vigilia di Natale dell’anno scorso una folla di 50 persone ha attaccato un gruppo di cristiani durante la messa che si stava celebrando in un rifugio temporaneo .




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