Papa Francesco ad Alessano e Molfetta

Papa Francesco ad Alessano e Molfetta: don Tonino Bello e la sua “Chiesa col grembiule”
(AGENSIR 2 febbraio 2018)

Il 20 aprile Papa Francesco si recherà ad Alessano e Molfetta per rendere omaggio a don Tonino Bello, a 25 anni dalla morte. 

Per tutti era “don Tonino”. Un prete, e poi un vescovo, innamorato di Cristo che ha scelto di spendere la sua vita in prima linea accanto agli ultimi, lottando insieme a loro e a tutti gli uomini di buona volontà per un mondo di pace.
È al Servo di Dio don Tonino Bello, esattamente 25 anni dopo la sua morte, arrivata per un tumore allo stomaco a 58 anni, che Papa Francesco ha scelto di rendere omaggio. Sei ore in tutto, divise equamente nelle due tappe di Alessano e Molfetta: una visita pastorale che dalla punta più a Sud dell’Italia, dove confluiscono e si mescolano due mari nostrani affacciati sul Mediterraneo, fa salire ancora una volta “in cattedra” la periferia. [. . .]

Vescovo secondo il Concilio.
La prima tappa di Papa Francesco sarà Alessano, cittadina pugliese che ha dato i natali a don Tonino, il 18 marzo del 1935, e che ora ospita la sua tomba, presso la quale il Papa sosterà in preghiera. “Il Papa viene incontro ad un grande desiderio di tutto il Salento”, il commento a caldo rilasciato al Sir da mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca. “La data scelta dal Santo Padre è estremamente significativa”, commenta il presule, ricordando che proprio il 20 aprile di quest’anno ricorre il 25° anniversario della morte. [. . .]

La Chiesa del grembiule.
“C’è un’analogia tra il magistero di Papa Francesco e l’aspetto profetico del messaggio di don Tonino”. Ne è convinto mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, la diocesi di cui don Tonino è stato vescovo dal 1982 e in cui è morto, il 20 aprile 1993. [. . .]

Il contagio dei giovani.
“I maestri dello spirito – come don Tonino, Santa Teresina, San Francesco d’Assisi – ci hanno insegnato non a fare cose straordinarie, ma a vivere le cose ordinarie in modo straordinario”, commenta Cornacchia a proposito dell’eredità del Servo di Dio sul suo territorio, dovedon Tonino è “memoria viva”, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, che “rimangono incantati nel sentire gli aneddoti della sua vita: il suo entusiasmo, la sua gioia, la sua pienezza di vita hanno contagiato e continuano a contagiare tutti, 25 anni dopo la sua morte”. [. . .]




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