Dio è venuto, viene oggi e viene dal futuro

Dio è venuto, viene oggi e viene dal futuro

Suor Luisita CS regionale ci invita a riflettere sull'avvento che ci accompagni verso il Natale.

In allegato potete trovare la versione stampabile.


TEMPO d’AVVENTO
Avvento: promessa di un Incontro, tempo di memoria, di invocazione, di speranza e di attesa.
Quante attese nelle nostre giornate, ma anche difficoltà ad attendere in una società frenetica dove il “tutto e subito” sembra essere legge, dove spesso si corre, ci si affanna e si fatica a trovare una direzione di senso.
L’Avvento, tempo liturgico di preparazione al Natale, è attesa che ha già in sé una certezza profonda: il tempo non è vuota durata o divenire caotico senza senso. Il Figlio di Dio è entrato nella nostra condizione umana fino a donare tutto se stesso; è venuto “in carne” tra noi e continuamente viene, non chiede che di essere accolto per rivelarci il Volto del Padre e donarci il suo Spirito. Siamo noi ad avere molta strada da compiere per incontrarlo ed accoglierlo: Dio ha ancora e sempre da nascere in noi.  
L’Avvento è cammino del cuore, tempo di conversione e di preghiera, contemplazione, tempo favorevole per fare spazio a Cristo, l’unico medico che può guarire le nostre ferite, liberarci dalla banalità, dall’indifferenza, dalla violenza, dall’odio. La sua presenza ci consola e ci rende più umani. Attendiamo Lui, il Salvatore! Abbiamo bisogno di risalire dall’abisso di tutto ciò che tenta distruggere l’umano e di sentirci davvero figli dell’unico Padre: Non c’è spazzatura di umanità…ogni essere umano è infinitamente degno di essere conosciuto, rispettato, amato, prima di ogni merito e dignità (cf. M. Bellet).
L’Avvento ci prepara a celebrare il mistero della nascita di Gesù a Betlemme, ma è anche il tempo che ci proietta verso la seconda venuta del Figlio di Dio, quando alla fine dei tempi “verrà nella gloria” per inaugurare un cielo nuovo e una terra nuova. Ora noi camminiamo nella fede e non nella visione: non abbiamo ancora esperienza piena della salvezza come vita non più minacciata dalla morte, dalla malattia, dal pianto, dal peccato (cf. E. Bianchi). La creazione stessa geme e soffre come nelle doglie del parto, aspettando la sua trasfigurazione e la manifestazione dei figli di Dio (cf. Rm 8, 19ss).
L’Avvento è dunque tempo di memoria e di speranza: Dio è venuto, viene oggi e viene dal futuro. Come cristiani siamo sollecitati ad essere gioiosamente operosi e vigili mentre ci uniamo a tutta la Chiesa, che, in questa attesa, ripete con forza ed insistenza l’antica invocazione: Marana thà! Vieni Signore!




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