FRATELLI TUTTI - UNA GUIDA ALLA LETTURA

Fratelli tutti declina insieme la fratellanza e l’amicizia sociale. Questo è il nucleo centrale del testo e del suo significato. Il realismo che attraversa le pagine stempera ogni vuoto romanticismo, sempre in agguato quando si parla di fratellanza. La fratellanza non è solamente un’emozione o un sentimento o un’idea – per quanto nobile – per Francesco, ma un dato di fatto che poi implica anche l’uscita, l’azione (e la libertà): «Di chi mi faccio fratello?».

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Non poteva restare estranea, questa Enciclica, alla pandemia di Covid-19 scoppiata inaspettatamente. Al di là delle varie risposte date dai diversi Paesi – scrive il Papa –, è emersa l’incapacità di agire congiuntamente, nonostante possiamo vantarci di essere iperconnessi. Scrive Francesco: «Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”»

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Nonostante le ombre dense descritte nelle pagine di questa Enciclica, Francesco intende fare eco a tanti percorsi di speranza, che ci parlano di una sete di pienezza, di un desiderio di toccare ciò che riempie il cuore e solleva lo spirito verso le grandi cose.

Nel tentativo di cercare una luce, e prima di indicare alcune linee d’azione, Francesco propone di dedicare un capitolo alla parabola del Buon Samaritano. L’ascolto della Parola di Dio è un passaggio fondamentale per giudicare evangelicamente il dramma del nostro tempo e trovare vie di uscita. Così il Buon Samaritano diventa un modello sociale e civile. L’inclusione o l’esclusione dei feriti sul ciglio della strada definisce tutti i progetti economici, politici, sociali e religiosi. Il Santo Padre, infatti, non si ferma al livello delle scelte individuali, ma proietta queste due opzioni al livello delle politiche degli Stati. E tuttavia torna sempre al livello personale per timore che ci si senta deresponsabilizzati.

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Francesco parla anche delle sfide da affrontare perché la fraternità non resti solamente un’astrazione, ma prenda carne.

La prima è quella delle migrazioni, da sviluppare intorno a quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Non si tratta, infatti, «di calare dall’alto programmi assistenziali, ma di fare insieme un cammino attraverso queste quattro azioni».

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Come tra i fiori la rosa, così regnerà la «città dei fratelli» fra le metropoli del mondo. E Francesco con questa Enciclica punta diritto alla venuta del «Regno di Dio», come preghiamo nel Padre nostro, la preghiera che ci vede tutti fratelli perché figli di un unico Padre. Il senso del Regno di Dio è la capacità dei cristiani di mettere la buona notizia del Vangelo a disposizione di tutta l’umanità, a tutti gli uomini e le donne senza distinzione alcuna, come risorsa di salvezza e pienezza. In questo caso il vangelo della fratellanza.




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