«Il Vaticano II ricorda in maniera forte ai laici il
requisito evangelico di "presenza nel mondo", ma
esso esorta loro con non meno energia di
rendersi "presenti a Dio".
Che cosa sarebbe, effettivamente, "una presenza
nel mondo" dei testimoni che non avrebbero
assistito a quello di cui devono restituire la
testimonianza, portavoci che non
ascolterebbero quello di cui devono trasmettere
il messaggio, degli operai che non prenderebbero
le istruzioni dal soprintendente del progetto?
"La presenza a Dio", è soprattutto nella
preghiera che si realizza - parlo della
preghiera che è inizialmente culto ed offerta di
se stessi.
Ecco perchè iniziare ed aiutare i cristiani a
chiedere non è mai stato più urgente che in
questi periodi in cui prendono una migliore, più
chiara, coscienza della loro vocazione
apostolica e delle loro mansioni terrene.
Soprattutto che il lettore si guardi dal
perseverare nella sua lettura quando esso si
sentirà invitato al silenzio interiore.
Il solo vero maestro di preghiera è lo Spirito
Santo.
Ogni qual volta che Egli ci chiama da dentro di
noi stessi, bisognerà lasciare tutto, e mettersi
all’ascolto.
Henri Caffarel