Pagina aggiornata il 22 maggio 2010

EQUIPES      ITALIA
NOTRE-DAME

 

 GLI INCONTRI DI EQUIPE ITALIA

 Equipe Italia incontra i Settori di Verona A e B
 (12-13-14 marzo 2010)

Davanti alla statua di S. Zeno, nella bellissima chiesa romanica di Verona, non si può non restare colpiti dal fatto che si tratta della raffigurazione di una persona di colore, un “moro”, come si direbbe in Veneto.
Comincia con questa immagine di uno “straniero” sorridente, quasi rassicurante in quel suo gesto pastorale di benedizione, il nostro incontro nella città di Romeo e Giulietta. La figura del Santo protettore evoca l’universalità del Cristianesimo, richiamandoci ad un concetto che in équipe si è trattato spesso: lo straniero, l’altro, colui che non appartiene a noi, è strumento di Dio per la nostra conversione.

Verona - la Basilica di S. Zeno

La visita alla città ci viene offerta dagli équipiers del luogo, mentre ad orari diversi raggiungiamo il posto dell’appuntamento, sulle colline intorno a Verona: una casa dei religiosi di Don Calabria, una congregazione fondata da un sacerdote veronese, la cui storia è davvero interessante e ricca di concretezza e di carità.
A sera ci siamo tutti, anche se in questo caso per ragioni familiari e di salute, due delle nove coppie non hanno potuto essere presenti.
Può apparire ripetitivo e scontato, che si metta sempre l’accento sulla messa in comune che apre le riunioni di EI; tuttavia è importante ribadire l’utilità di quel momento, per sciogliere le rigidità, per mettersi in ascolto, e per sentirsi veramente riuniti nel nome di Cristo.
Sarà per questo esercizio serale di condivisione, sarà per la calda ospitalità che ogni volta gli équipiers ci riservano, fatto sta che la mattina del Sabato siamo carichi, e cominciamo in orario l’ennesimo week-end “equipico”.
Iniziamo con una riflessione di carattere metodologico: poiché cerchiamo di non dare mai nulla per scontato e definitivo, ci siamo chiesti se fosse possibile essere più efficaci nell’incontro con i Settori che ci ospitano. Le presentazioni ai Settori sono occasioni di diffusione, chiarimento e informazione. Sappiamo, ad esempio, che non tutti gli équipiers conoscono le attività di Equipe Italia, e il funzionamento della “rete” delle END, dai suoi nodi locali, fino alle estreme diramazioni internazionali.
Decidiamo, dopo una breve discussione, che si può e si deve migliorare in efficacia, ma senza perdere di vista la familiarità, il clima di fraternità, l’incontro fra le persone, insomma in una parola, la relazione.
Vogliamo segnalare una peculiarità delle END italiane: le coppie in servi- zio si spostano, sono itineranti, compiono cioè un “movimento”; lo fa Equipe Italia di regione in regione, lo fanno le coppie responsabili regionali con i Settori, lo fanno le CRS nei confronti delle équipes. Questi spostamenti –che spesso sono anche impegnativi– sono importanti, perché testimoniano quanto crediamo all’idea di formarci in un “cammino” vero e proprio, che ci renda in qualche modo viandanti, offrendo a tutti l’opportunità di essere ora pellegrini, ora ospitali.
Ma torniamo ai temi sul tavolo di EI. Prendendo spunto dalle riflessioni precedenti parliamo di “diffusione”, che ormai certamente sarà il tema della prossima sessione per le Coppie Responsabili di Settore, alla fine di Settembre. Riflettendo fra noi su molte questioni che ci vengono segnalate dagli équipiers, e su alcune frequenti problematiche che incontriamo, tutte le piste porta- no in una direzione: necessitiamo di rimeditare la diffusione, prima ancora che come momento tecnico –gli aspetti legati alla DIP, per capirci– come annuncio della nostra esperienza di spiritualità di coppie sposate nel Sacramento.
Occorre moltiplicare le occasioni per riflettere su cosa annunciamo e testimoniamo –il valore e la libertà nel Matrimonio–, ma anche su come lo facciamo e su quanto siamo credibili, in un clima in cui parlare di fedeltà, di reciprocità e di spiritualità coniugale, si fa sempre più difficile.
Con la pausa pranzo (... e che bontà Veronese!) si divide un tempo che abbiamo dedicato alle Regioni e anche in questo cerchiamo di costruire gradualmente un modo di riferimento per trattare le questioni; una modalità di lavoro che non ci imprigioni ma che non sia dispersiva. Cercheremo dunque di identificare una scaletta di problemi più sostanziali che sono comuni a tutte le regioni e ricorrenti, in modo da poter verificare con ordine la “salute” delle équipes. Ovviamente non trascureremo i casi particolari che a volte si presentano in alcune realtà locali.
Prima che arrivino gli amici Veronesi per portarci alla celebrazione e al successivo incontro con i due Settori, abbiamo ancora un po’ di tempo per vari argomenti di carattere tecnico e organizzativo. E poi la celebrazione alla Chiesa di S. Bernardino, seguita dall’incontro festoso.
Siamo davvero tanti, e questo scalda il cuore; come è accaduto a Monza nell’incontro di gennaio, sono presenti anche amici da alcuni Settori vicini, e per- fino una coppia dell’unica équipe di Bolzano! Le coppie ed il consigliere che compongono Equipe Italia si presentano brevemente con qualche cenno sulle Regioni e qualche informazione generale sul Movimento negli altri Paesi, concludendo poi con due esortazioni: partecipare sempre più alle iniziative del Movimento a livello regionale e nazionale, e approfondire la conoscenza del pensiero di Padre Caffarel. La ricchezza di queste serate è il dono che ci rinfranca da tutte le fatiche, e il momento in cui gli amici dedicano una canzoncina a Equipe Italia, ci diverte e francamente un po’... ci commuove!
La Domenica mattina cominciamo alle nove con una breve preghiera, e l’argomento principale della mattinata è l’organizzazione delle due Sessioni nazionali. Anche se si tengono in luoghi diversi – Ciampino per la primaverile e Nocera Umbra per l’estiva – il tema è lo stesso, lo abbiamo già detto, “una nuova comunicazione”. Nel depliant allegato alla Lettera END, avrete potuto leggere un sunto della trilogia che chiamiamo “di Gesù e la Samaritana”, perché da quell’incontro prende spunto.
A costo di risultare ripetitivi, vogliamo ricordare ancora quanto sia importante per una coppia - giovane o anziana, formata o neofita, entusiasta o disincantata che sia – andare al “pozzo di Sicar” che ogni sessione nazionale rappresenta. Vi aspettiamo nel luogo dell’incontro, e ci auguriamo che sarete tanti ad approfittare di queste opportunità.
Siamo alle ultime battute e il tempo sfugge inesorabile; il momento dei saluti, subito dopo pranzo, ha sempre un sapore particolare; ci rivedremo presto e con piacere, questa volta... al Sud.
Grazie ancora a tutti coloro che con il loro impegno hanno reso possibile e gradevole questo incontro.

(dal verbale pubblicato sulla lettera N. 158)