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In questa occasione Equipe Italia si incontra nel nord
Italia, ospite nel settore di Varese, che fa parte
della Regione Nord Est A della quale i responsabili, al
loro ultimo anno di servizio, sono i cari amici
Francesco e Luisa Banfi, di Gallarate. Non ricorderemo
mai abbastanza l’importanza di vivere l’Equipe Italia in
modo itinerante, ovvero, di progettare l’animazione del
movimento là dove le coppie vivono la loro quotidianità,
di conoscerle di persona, di passare qualche ora con
loro ed essere ospiti nelle loro case.
I responsabili di settore Anna e Gianfranco Piras
insieme a Francesco e Luisa hanno organizzato una salita
al Sacro Monte di Varese, luogo che unisce la bellezza
del
celebre Itinerario Mariano con le statue in terracotta del
1600, ad un panorama naturale veramente molto
suggestivo. |
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La sera del venerdì, come al solito, ci siamo ritrovati a
cena insieme: ospiti di una struttura che si chiama
“Condominio solidale” a Casciago, luogo di solidarietà
del quale vi forniremo successivamente notizie più
dettagliate sulla lettera END . Come di consueto
iniziamo con una messa in comune nella quale raccontiamo
le nostre vicende di coppia dell’ultimo periodo, fino
all’arrivo degli equipiers che ci ospitano. Alle 9 in
punto del Sabato iniziamo con la preghiera e poi subito
al lavoro, poiché come sempre gli argomenti sono molti e
il tempo poco. Cominciamo mettendo a fuoco l’incontro serale con tutte le
equipe di settore della Regione, che preventivamente
hanno manifestato il desiderio di un confronto con EI su
vari temi; verifichiamo poi come procede
l’organizzazione delle sessioni: quella primaverile
ormai prossima è pronta in tutti i suoi aspetti, e
anche per quella estiva siamo a buon punto.
Poi ad uno ad uno affrontiamo tutti i punti all’ordine del
giorno, che vanno dall’incontro di tutte le coppie responsabili di
Regione del mondo (dal 24 al 29 gennaio 2009) che si
svolgerà a Roma, al progetto ”Comunicazione e Cultura”,
dal bilancio economico alla nuova forma del sito
nazionale, dai temi di studio al primo numero della
Lettera END redatta nel Salento, che viene apprezzata
sia nella nuova veste grafica che nei contenuti.
Merita senz’altro una menzione un momento dopo pranzo
nel quale ascoltiamo una breve registrazione inedita di
Don Tonino Bello che parlava ad un convegno sul
volontariato nel 1992. Tale testimonianza, quantunque
espressa con una voce già molto compromessa dalla
malattia, ci ha ricondotto alla tematica della chiamata
al servizio e della gratuità e l'ascolto della voce di
don Tonino Bello mentre parla “a braccio” è stato
davvero emozionante!
Arriva rapidamente il momento in cui si radunano gli
equipiers convenuti, e fra abbracci di conoscenze remote
e strette di mani di nuove amicizie, ci raccogliamo per
celebrare l’Eucarestia, e ancora una volta solo davanti
al pane e al vino, i nostri sforzi, le nostre parole, la
passione che mettiamo in questa esperienza di fede e di
condivisione, si riempiono di senso e di speranza e si
fanno segno di unità.
Dopo aver alimentato lo spirito alimentiamo serenamente anche
il corpo con un buffet che aiuta lo scambio e la
relazione, e rivela tutte le qualità culinarie degli
equipiers lombardi.
Dopo una breve presentazione della realtà del movimento
internazionale, entriamo nel vivo del confronto con gli
amici della regione NEA, che ci pongono una serie di
domande su varie questioni, anche di diversa natura. La
cosa che ci colpisce positivamente è che dietro alle
domande,( alle quali ovviamente noi di EI non abbiamo
certo fornito risposte “finite” ed esaustive) si vede
palesemente il desiderio, la volontà, la tensione verso
un cammino di fede, per dirla con Caffarel, una ricerca
di Dio che ci accomuna tutti. Si è
fatto tardi e le famiglie devono tornare a casa e,
ripromettendoci di continuare il confronto
successivamente, ci salutiamo calorosamente e andiamo a
riposare, tra l’altro questa notte si dormirà un’ora in
meno per l'ora legale...
La domenica mattina i nostri ospiti ci riaccompagnano a
Casciago, dove un gruppetto di equipers sono già al
lavoro per prepararci il pranzo, e ricominciamo alle
nove partendo da una riflessione sul tema di studio, che
tratta della necessità di trasparenza per vedere fuori e
dentro di noi.
Sentiamo il bisogno di riflettere sull’ incontro avuto
con gli equipiers la sera prima, e su cosa significa
per noi ascoltare gli equipiers e le questioni che ci
pongono.
È Padre Stefano a fare le prime sottolineature:
sforziamoci di cogliere la vera esigenza espressa dalle
domande. Il nostro compito è quello di favorire dei
processi di riflessione.
Tutti concordiamo sulla necessità di approfittare degli
stimoli che ci sono stati offerti per richiamare
l’attenzione sugli elementi fondanti del nostro carisma
specifico, che sono la chiave per discernere le
risposte che ognuno può dare nella propria vita. Gli
argomenti ancora da discutere riempiono il tempo che ci
rimane e siamo al pranzo, momento nel quale il gruppo di
equipiers che con grande senso dell’ospitalità ci ha
preparato i pasti e ci ha “coccolati”, si unisce a noi
per un magnificat e per allietare il nostro ultimo
pranzo con la sua presenza.
Anche questa è finita, ci salutiamo fraternamente nel
cortile del “Condominio solidale”, e dopo poco siamo già
sulla strada di casa, scendiamo dal monte dove eravamo
tentati di innalzare tre tende… per tornare giù nella
nostra difficile ma irrinunciabile quotidianità, là dove
è il luogo delle domande e delle responsabilità, ma
soprattutto dell’amore.
(dal verbale pubblicato sulla lettera N. 148) |