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Venerdì 20 Marzo, a Torino era un pomeriggio ancora invernale, se pur riscaldato da un tiepido sole, e l’appuntamento per tutti era nel centro della città, che ha un fascino veramente notevole. Mentre attendevamo l’arrivo di tutte le coppie abbiamo visitato Palazzo Madama, che ospita il museo Civico di Arte Antica (da vedere!!!), il Duomo, la Real Cappella di San Lorenzo, anche se molto rapidamente abbiamo fatto due passi in via Roma e Piazza San Carlo. Poi siamo stati a cena ed abbiamo fatto la consueta e attesissima “messa in comune”, momento che apre tutti i nostri incontri e non finisce mai di rivelarsi fondamentale per questa equipe di servizio. Dopo un rapidissimo passaggio panoramico al “Monte dei Cappuccini” per guardare Torino by night, siamo andati a Chieri dove siamo stati accolti dagli equipiers,
con un calore veramente indimenticabile.
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Tutti a dormire in famiglia, secondo
la migliore tradizione “equipica”, e la mattina
successiva alle 8.30 tutti pronti al convento di San Domenico, nel centro di Chieri, ospiti dei frati che ci hanno messo a disposizione una sala per lavorare tranquilli. Dopo la preghiera il consueto susseguirsi di argomenti all’ordine del giorno: l’ultima messa a punto della sessione primaverile ormai alle porte, la situazione delle regioni alla quale abbiamo dedicato molta attenzione, e vari altri argomenti che abbiamo trattato - non ci crederete - anche durante l’ottimo pranzo nella taverna Manolino (che non è un ristorante di tendenza, ma un locale che Titti e Massimo hanno messo a disposizione) preparato dagli amici di Chieri. Ma subito dopo il pranzo siamo partiti per raggiungere “l’Arsenale della Pace”, a Torino, dove si sarebbe svolto l’incontro “50 anni di END in Italia”, evento del quale vorremmo riassumervi lo svolgimento e le cose che ci hanno particolarmente colpito.
La sobrietà è stato l’elemento fondamentale di questa festa, dove si celebrava la storia di 50 anni di cammino del movimento, con grande rispetto e consapevolezza delle origini, senza mai cadere in stucchevoli nostalgie. Alcune coppie giovani facevano una sorta di “intervista” ad equipiers delle prime due Equipe nate in Italia con il consigliere della prima, e vi dobbiamo dire che queste persone, ormai anziane, hanno, ancora oggi, la forza e la capacità di testimoniare una passione e una convinzione rispetto alla spiritualità di coppia, che riempie di vigore e di stimoli chi è più giovane di età e di cammino nel matrimonio. La consapevolezza con la quale sono stati ribaditi il carattere laico del movimento e il ruolo di compagno di cammino del consigliere spirituale è un altro elemento che ci ha molto colpiti. Oggi spesso occorre ribadire certi principi e capita che a qualche equipiers risultino nuovi: non è così. Noi portiamo nel nostro DNA di movimento cristiano alcune intuizioni che erano già chiarissime all’inizio, e che sono fondanti dell’esperienza END.
Poi c’è stato l’intervento del sociologo Franco Garelli, anch’egli equipier, che ci ha parlato della crisi del matrimonio accennando alle sfide in questo senso per il movimento. Una menzione particolare va alla stupenda mostra fotografica allestita nel salone che ci ospitava, nella quale si poteva leggere attraverso volti e curiosità di vario genere, la storia del movimento Italiano, dalle origini ad oggi. Segnaliamo un terzo elemento che è quello della partecipazione all’incontro che è stata molto numerosa e mostrava come in questa Regione, la Nord Ovest A, il movimento ha nelle sue file coppie di tre generazioni consecutive. E così, non privi di una certa emozione (davanti a 500 persone!) ci siamo presentati brevemente come Equipe Italia e dopo di noi il quadro si è completato con la presenza di Carlo e Maria Carla Volpini, attuali responsabili internazionali. Poi la cena in stile Equipe, cioè il famoso “ognuno porta qualcosa”, che da sempre serve a guarnire le tavole, ma rende l’idea anche della ricchezza di questa esperienza di fede e di comunità. La giornata si è conclusa con un bel concerto del gruppo “Sclera il clero”, band di tutto rispetto nel quale suonano ben tre consiglieri spirituali.
Questa volta i tempi sono stati più contratti del solito e quindi la Domenica mattina abbiamo avvertito un poco la fatica e non siamo riusciti ad esaurire tutti i punti all’ordine del giorno. Ma l’esperienza di una equipe di servizio va vissuta anche con i suoi limiti, ed è molto importante non farsi prendere troppo dall’ansia dell’efficientismo, ricordando sempre che siamo Suoi strumenti, e che bisogna sempre salvaguardare le relazioni fra le persone.
A mezzogiorno c’è stata la celebrazione eucaristica della quarta Domenica di Quaresima nella Chiesa di San Domenico e poi il pranzo velocissimo e... saluti e ringraziamenti ancora a tutti gli amici di Chieri.
(dal verbale pubblicato sulla lettera N. 153)
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