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Coccolati da un gruppo di équipiers, che ci ha preparato una cena ottima,
cominciamo come al solito, mettendo in comune le vicende delle nostre vite
e in pochi minuti c’è la magia tipica di un’équipe a tutti gli effetti. Una vera
e propria équipe, infatti, è il gruppo itinerante formato dalle coppie responsabili
regionali, la coppia responsabile della segreteria, la coppia dei responsabili
della Super Regione Italia e il consigliere spirituale.
La mattina del sabato, rinfrancati dal riposo che le coppie ospitanti ci
hanno offerto, ci ritroviamo pregando, prima di affrontare l’ordine del giorno
che si preannuncia denso di argomenti. Ogni volta che ci incontriamo abbiamo
una serie di aspetti organizzativi e tecnici, magari non proprio appassionanti,
ma necessari per la vita di un movimento.
Sono i più svariati: dalle questioni economiche alla stampa di materiale divulgativo,
dalle prenotazioni dei luoghi delle sessioni nazionali alla solidarietà internazionale,
dai calendari degli incontri al prossimo raduno internazionale a Brasilia
nel 2012, alla cui organizzazione bisogna cominciare a pensare fin d’ora.
Dopo aver trattato questi e altri punti all’ordine del giorno, passiamo alla
situazione delle Regioni, in particolare alle sessioni regionali che si sono
svolte in questo autunno e a quelle programmate per il futuro. La regione
Centro si è radunata a Trevi, e la partecipazione è stata alta per una sessione
aperta a tutti, mentre la Sud Est ed i settori calabresi e siciliani della regione
Sud Ovest, hanno organizzato sessioni di formazione più specifiche per coppie
impegnate nei servizi di settore.
Siamo contenti di queste iniziative e di come le coppie esprimono un desiderio
di maturazione e di approfondimento, dimostrando voglia di partecipazione
e senso di responsabilità. Le sessioni regionali, dunque, si rivelano ancora
una volta un valido strumento per avvicinare molte coppie che non sempre
hanno esperienza del Movimento oltre la propria équipe e in questi incontri
cominciano ad assaporare la dimensione “allargata” del Movimento, cioè
la consapevolezza di essere in una comunità di Chiesa.
Dalle Regioni, e quindi dai settori, arrivano sollecitazioni e critiche di vario
genere al tavolo di Equipe Italia; ad esempio un tema che si ripropone talvolta
(non sempre in modo pacato e rispettoso), è quello delle coppie separate
o divorziate e del loro cammino di fede.
Non è raro per noi ricevere domande, opinioni e osservazioni su quello
che non è un argomento, quanto piuttosto un arcipelago di argomenti diversi
fra loro. Diverse e contrapposte sono anche le posizioni che gli équipiers
esprimono, evidenziando quella convivialità delle differenze (don Tonino
Bello usava questa espressione), elemento piuttosto raro di questi tempi, sia
nell’ambito sociale sia in quello ecclesiale.
Su questi e su altri argomenti altrettanto complessi, Equipe Italia -insieme
a tutti voi- è chiamata a consolidare e custodire “l’unità che non è uniformità”,
senza omologazioni, ma sempre con l’atteggiamento dei “cercatori” più
volte auspicato da padre Caffarel.
Si fa rapidamente sera e interrompiamo per recarci alla Messa nella parrocchia
di San Marcellino con le coppie dei settori di Genova e al successivo
momento di conoscenza e di festa che non manca mai. Ci presentiamo prima
noi, permettendo a chi non ci conosce di capire come è costituita EI, e poi si
presentano i quattro settori, in un clima caldo di fraternità festosa che si prolunga
fino quasi a mezzanotte.
La mattina della domenica dopo la preghiera affrontiamo l’organizzazione
delle sessioni nazionali: siamo al terzo anno e si concluderà la trilogia che
ha avuto il suo fil rouge nell’incontro tra Gesù e la Samaritana al pozzo di
Sicar. Quest’anno la frase di riferimento sarà: Lasciò la brocca, andò in città
e disse… (Gv 4,28), per confrontarci su una possibile nuova comunicazione,
intesa come la necessità di farci strumenti di annuncio credibili e motivati.
La trilogia, che partendo dall’ascolto e passando per lo sguardo ci ha portati
al tema della comunicazione, non è casuale; infatti, è legata ai tre aspetti che
caratterizzavano la “Lettera agli Equipiers di tutto il mondo” dopo il raduno
internazionale di Lourdes e cioè comunione, servizio e testimonianza.
Il filo conduttore, inoltre, è lo stesso episodio del Vangelo di Giovanni che
ha guidato l’ERI (Equipe Responsabile Internazionale) negli ultimi tre anni,
a testimonianza di come le équipes italiane sono sensibili all’internazionalità
di questo movimento.
Per coinvolgere il maggior numero di coppie possibili EI, insieme alla
équipe di redazione della Lettera End, ha deciso di agganciare i temi della trilogia
ai piani redazionali annuali. Insomma tutto concorre a mettere “in rete”
le coppie anche attraverso riflessioni su temi comuni.
Anche i temi della sessione delle coppie responsabili di settore seguono
questa modalità; nel 2008 “Sulla tua Parola getteremo le reti” per parlare del
collegamento come atteggiamento spirituale. Nel 2009 la Lettera ai Romani
ha ispirato una meditazione sul discernimento comunitario. Quest’anno, in
relazione al tema generale della comunicazione e dell’annuncio, rifletteremo
con le CRS sulla diffusione.
Un altro argomento che abbiamo trattato, e che ci sembra importante in questo
breve resoconto, è la programmazione della sessione nazionale per i Consiglieri
Spirituali, che si svolge con cadenza triennale e che rappresenta un passaggio
importantissimo nella vita del Movimento. Siamo solo agli inizi e stiamo
pensando al tema, ma anche a
come fare arrivare alle équipes
i frutti di questo lavoro.
Il tempo è trascorso rapidamente
e, mentre pranziamo, il
nostro incontro a Genova si
conclude con una pioggia torrenziale.
Anche questa volta
torniamo a casa stanchi ma con
il cuore pieno di gioia. Vogliamo
ringraziare ancora gli
amici équipiers genovesi, che
ci hanno ospitato e ci sono stati
vicini in clima di fraternità.
Arrivederci Genova!
(dal verbale pubblicato sulla lettera N. 156)
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