[Pescara A] Ricordo di Peppino Di Matteo

Sono ormai 40 anni che Peppino e Giancarla fanno parte dell’END PE1.

Il Signore si servì ancora una volta di Serafino e Maria Novella per far giungere a loro la proposta del metodo di aiuto spirituale per le coppie. Subito aderirono con entusiasmo ed entrarono nell’Equipe PE1 (che Padre Carlo chiama dei Seniores).

Parteciparono alla sessione nazionale ove conobbero Don Carlo Molari, andarono poi a Santiago di Compostela e rappresentarono l’Abruzzo. Tornarono entusiasti e pieni di ardore. Erano presenti ai vari momenti e ritiri del settore regionali e nazionali. Si impegnarono nel pilotaggio, furono per diverse volte coppia di collegamento ed affiancarono equipes in difficoltà, oltre naturalmente a partecipare con assiduità ad ogni incontro mensile.

A questo proposito l’ultimo saluto a Peppino è stato proprio nell’ultima riunione d’equipe, prima della chiusura totale. Quel giorno arrivò molto affaticato, era già malato. Non mancava mai e quando era fuori sede tornava appositamente. Durante l’ultima riunione ad un certo punto disse a Giancarla: ”sto male portami a casa”. Il giorno seguente fu ricoverato e cominciò l’ultimo tratto di strada verso l’abbraccio del Signore.

Memorabili sono stati gli incontri di collegamento presso la loro casa e le feste di carnevale. La loro villa era aperta all’ospitalità per ogni fratello: dal viandante sconosciuto allequipe Italia e regionale, a parenti ed amici, a persone di altre regioni bisognose di cure marine e all’accoglienza temporanea di bimbi le cui famiglie erano in difficoltà.

Il carattere distintivo di Peppino (ovvero di Don Peppino, come era chiamato a Paglieta) era dunque la propria disponibilità e generosità che si manifestarono in ogni evenienza. Paglieta fu per parecchio tempo sede di incontri di amicizia e preghiera.

Peppino era un grande uomo, non solo per la sua statura ma per le sue doti morali. Non esibizionista, molto essenziale nel suo modo di vivere: dal cibo al vestito, senza superfluo, senza ostentazione di ciò che possedeva. Molto toccanti erano le sue preghiere spontanee, nelle quali chiedeva a Dio la grazia di aumentare la sua fede e di aiutarlo a crescere secondo la sua volontà. Il suo aspetto poteva sembrare rude, ma possedeva un cuore d’ oro, pronto ad aprirsi in forme delicate e generose.

Fece parte degli “amici della montagna” che con Serafino, Ugo, Don Remo ed altri facevano escursioni. Con loro camminava e pregava, insieme contemplavano il paesaggio e lodavano il Signore per tanta bellezza.

Nella sua vita ebbe molto a soffrire per motivi di salute: dall’ operazione al cuore, all’incidente automobilistico da cui miracolosamente uscì vivo e altri problemi di salute con molti ricoveri in ospedale fino al sabato Santo, quando, ritornando a casa sembrò rinascere. Infine il suo improvviso e sereno trapasso nel giorno in cui Cristo è risorto, una grazia speciale per unirlo ed accoglierlo nella Sua Resurrezione e donargli la sua pace e gioia vera.

Noi tutti addolorati per la perdita di Peppino, ringraziamo il Signore per avercelo dato come fratello e compagno di cammino nella nostra vita.  

 

Grazie Signore, grazie Peppino

 

 

                                                           Equipe PE1




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