YES TO LIFE! - PRENDERSI CURA DEL PREZIOSO DONO DELLA VITA NELLA FRAGILITA'

Roma, 23-25 maggio 2019

ERI ha chiesto a due coppie della Super Regione Italia - Gianni e Clelia Passoni con Gianni e Teresa Andreoli - di partecipare al Convegno internazionale organizzato dal Dicastero per i laici, famiglia e vita.

Il dono prezioso della vita non perde valore nella fragilità; in questo incontro il tema è stato sviluppato sia dal punto di vista scientifico, cercando di sfatare alcune erronee credenze rispetto alle patologie pre e perinatali, ma soprattutto proponendo esperienze concrete di vicinanza e assistenza in rete con i genitori e le famiglie per affrontare la vita di bambini non ancora nati e a rischio di essere “scartati” perché portatori di diagnosi di patologie infauste.
“Ogni bambino sta da sempre nel cuore di Dio” dice Papa Francesco in Amoris Laetitia. Attraverso le testimonianze che ci sono state offerte in questi giorni, abbiamo avuto la conferma che ogni bambino sta da sempre nel cuore dei suoi genitori ed ha il diritto di vivere la sua vita, anche quella intrauterina, con dignità e rispetto, indipendentemente dalla sua presumibile durata.
Gli interventi che si sono succeduti hanno affrontato il difficile percorso delle diagnosi pre-natali, le cure palliative e i metodi di accompagnamento dei genitori. Le testimonianze di chi ha vissuto questa esperienza sono state vere e proprie storie di vita e di amore profondo, quell’amore unico di un genitore verso un figlio e viceversa; anche se per pochi attimi la relazione fra i tre può essere così intensa da cambiare i cuori e trasformare la disperazione in pienezza e gioia.
“Il cuore in una goccia” è l’Associazione nata a Roma ad opera del Prof. Noia (Direttore dell’Hospice Perinatale- Centro Cure palliative Perinatali “Santa Madre Teresa di Calcutta”-Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” I.R.C.S.S. – Roma). Si occupa di accogliere le mamme ed i papà di bambini con diagnosi infauste e dichiarati incompatibili per la vita, di seguire le gravidanze ed accompagnare le famiglie nel percorso difficile e doloroso fino a poter vedere ed abbracciare il loro bambino, anche se solo per un tempo breve. Iniziative simili sono nate anche in altre parti del mondo ed è stato molto interessante constatare come si tratti di un problema dibattuto in molti Paesi, con esperienze significative presentate dai relatori. 
Padre Vito, guida spirituale di Chiara Corbella Petrillo, ci ha donato alcuni momenti brevi ma intensissimi del tempo che ha trascorso con questa meravigliosa mamma prima che raggiungesse i suoi due bambini morti subito dopo essere nati.  In una lettera che Chiara ha scritto al suo terzo figlio nel giorno del suo primo compleanno, pochi giorni prima di morire, lei dice: “… Grazie ai tuoi fratellini ci siamo innamorati della vita eterna ed abbiamo smesso di avere paura della morte, dunque Dio ci ha tolto, ma per donarci un cuore più grande ed aperto ad accogliere l’Eternità già in questa vita…..Il Signore ti ha voluto da sempre e ti mostrerà la strada da seguire se gli aprirai il cuore…”
Molte le immagini e filmati di storie toccanti, con diversi esiti, ma sempre capaci di evidenziare il valore della scelta per la vita e l’importanza di non essere soli. Lasciamo alcuni brevi messaggi che ci hanno colpito e crediamo possano aiutare ad approfondire il nostro modo di pensare e spesso anche di agire. 
“Non posso dare giorni alla tua vita, ma posso dare vita ai tuoi giorni”
“Non esiste un piede così piccolissimo per non lasciare la sua traccia in questo mondo”
“Se vuoi andare alla sorgente, devi andare contro corrente” (Giovanni Paolo II)
Durante l’udienza privata concessa ai partecipanti al convegno, Papa Francesco ha ribadito come il rispetto e l’accoglienza della vita non siano solo un problema di fede o di religione ma rappresentino l‘indispensabile risposta alla cultura dello “scarto”. Tutti siamo chiamati ad intensificare risposte pastorali e di comunione per aiutare a superare le difficoltà di ordine pratico, umano e spirituale delle famiglie che vivono la solitudine e la prova. 

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