Squilibrati verso l'Alt(r)o

Care sorelle e cari fratelli,

in questi giorni in cui ci viene chiesto di “rimanere a casa”, di “mantenere le distanze”, . . . eccoci a voi per proporvi almeno un ipotetico sguardo sui mesi futuri e immaginare che “forse” ci saranno le sessioni nazionali.
Non sappiamo oggi cosa avverrà dal mese di aprile in avanti. 
Siamo consapevoli che alcuni di voi hanno già prenotato il viaggio per la Sessione Primaverile a Falerna, in Calabria, e questo esprime il desiderio di esserci e partecipare.
Per ora iniziamo solo ad offrirvi il tema pensato da Equipe Italia per il nostro cammino in continuo divenire alla scoperta sempre nuova del nostro Dio vivo e presente in mezzo a noi e in tutto il creato.

“Squilibrati verso l’Alt(r)o”
“Nulla disprezzi di quanto hai creato, Signore che ami la vita” (Sap. 11,24)

Creati da un Dio che è “squilibrato verso l’altro” nella sua stessa essenza, l’uomo biblico vive l’alterità come essenziale al suo esistere, per essere riflesso del creatore.
La sua condizione di vita è quella del sapersi visitato da questo Dio creatore che gli chiede di farsi ospite: ospite dell’altro e ospite che accoglie e che si fa ospitare nello scambio/dono dell’immagine del creatore che porta in sé.

La Chiesa a cui ci richiama Papa Francesco, sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, sa andare incontro, sa cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi.
La missione a cui siamo chiamati ha un obiettivo fondamentale: che ciascuna persona che incontriamo possa sentirsi infinitamente amata da Dio, al di là dei suoi limiti e possa così ritrovare anche la sua dignità e la chiamata alla comunione fraterna. 

Ogni giorno la vita ci interpella e ci chiede di ricordare che la nostra vocazione ha un senso perché Qualcuno ci ha chiamati e con Lui abbiamo iniziato un cammino che non sappiamo dove ci porterà. 

Insieme, partendo dalle nostre fragilità, cercheremo di trovare nuove chiavi di lettura per dare un nuovo slancio al nostro amore  di creature amate, rinnovare il nostro sguardo verso tutto ciò che ci circonda, per imparare a “generare processi”, consapevoli che ogni nostro gesto ha una ricaduta sia nel bene che nel male su tutta l’umanità e il creato intero.

In attesa di ulteriori sviluppi di questa incerta situazione che sta coinvolgendo tutti, vi offriamo alcuni pensieri di Ivo Lizzola.

Tutto quello che viviamo ci richiama all’evidenza del nostro trovarci esposti gli uni gli altri, quindi nell’evidenza che la cura di noi stessi è cura d’altri, e la cura d’altri è cura di noi stessi. (. . .) Ci incontreremo sul trovato, sullo scoperto, sull’essenziale, su ciò che ha resistito, sulla promessa, e certo anche sulle ferite, e sulle sofferenze. Che ci accomuneranno figlie e figli feriti e grati, affaticati e dediti. Quanto sarà prezioso serbarci e coltivarci un poco nei pensieri e negli occhi gli uni degli altri! Intanto restiamo lucidi, restiamo nel vivo, serbiamo gentilezza, attenzione e cura. 

Con tanto affetto,
Equipe Italia




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