RIFLESSIONI DEI SETTORI ROMANI SUL DdS

RIFLESSIONI SUL DdS DEI SETTORI ROMANI 

 “Donarsi reciprocamente lo sguardo del Signore – il dovere di sedersi e i criteri pastorali di papa Francesco per una valutazione cristiana realistica e di speranza dell’essere coppia”. Roma 12 novembre 2017

DdS: IL VERO DIALOGO CONIUGALE

Reduci dalla prima giornata dei Settori romani, desideriamo farvi partecipi di alcuni dei tanti spunti emersi su quello che rappresenta il punto di impegno più significativo del metodo END: il dovere di sedersi. La riflessione è stata avviata dalla relazione svolta da don Giuseppe Bonfrate, docente alla Gregoriana e consigliere spirituale di équipe.
Il tema è stato sviluppato attraverso una approfondita analisi, parola per parola, della definizione del DdS data da Padre Caffarel, fondatore del Movimento: " un vero dialogo coniugale sotto lo sguardo del Signore ". Quanti significati sottendono queste poche semplici parole.
 "Un vero dialogo coniugale" non è facile, se non si accompagna con l'atto di fede nella presenza del Signore; per questa ragione va sempre accompagnato dalla preghiera nel suo svolgimento: ci parliamo sotto lo sguardo del Signore. E' "vero", ci presentiamo come veramente siamo, senza reticenze e mascheramenti; apriamo il nostro cuore nella piena fiducia per l'altro.
Il "dialogo" presuppone la capacità di porsi di fronte a delle differenze, che non devono essere oggetto di assimilazione, ma devono essere accettate e rese compatibili; nel " dialogo coniugale " si realizza una forma di alleanza, che deve trovare il suo modello nell'Alleanza di Dio con il suo popolo, nella quale uno dei soggetti rimane sempre fedele alla promessa, nonostante i ricorrenti tradimenti dell'altro. L'amore di Dio è talmente forte da resistere alle nostre infedeltà.
" Lo sguardo del Signore " non è quello di chi scruta in attesa di emettere un giudizio, ma quello del Creatore che accompagna le sue creature, cui ha riconosciuto fiducia e autonomia e alle quali ricorda comunque la loro non autosufficienza. La legge, la norma, nella storia della Rivelazione è una indicazione, un aiuto per chi rischia di perdersi per strada, non un valore assoluto: la misericordia prevale sempre sulla dottrina, la realtà umana sull'ideale. 
Lo sguardo di Dio è uno sguardo che ama, accoglie, non giudica, conoscendo la fragilità delle creature, fragilità che va protetta in quanto condizione della loro libertà. Impariamo da Dio a non aver paura della nostra imperfezione e a rendere giustizia alla storia personale di ciascuno; a vedere "lungo" nella speranza di una nuova possibilità; a non inanellare recriminazioni e critiche verso l'altro, bensì a scoprire il buono, l'utile e il bello, che è in ciascuno di noi, in quanto fatti tutti a immagine e somiglianza di Lui.




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