OTTAVIO PASQUARIELLO

Ottavio
Pasquariello



 



Nel giorno di venerdì santo
di questa Pasqua così insolita che ci ha richiamato ad una fede essenziale e
priva di riti ma profonda e intensa per la nostra spiritualità, a mezzogiorno,
l’ora che dà inizio al grande silenzio che avvolge la Terra per la morte di
Cristo, nello stesso silenzio e nella stessa solitudine (era ricoverato da
alcuni giorni in una struttura sanitaria) 
se ne è andato il nostro amico Ottavio Pasquariello per raggiungere il
Paradiso.



Moltissimi in Italia, nel
mondo delle End, conoscono Ottavio perché, insieme a Vanda, hanno speso pienamente
il loro tempo nel servizio verso l’équipe con responsabilità di diverso genere
(Settore di Roma, Regionali in Equipe Italia, Responsabili della redazione
della Lettera) e soprattutto con innumerevoli relazioni e testimonianze portate
in diversi incontri di settore, di sessioni, di ritiri..raccolta di parole mai
vuote e mai retoriche che nascevano da una profonda conoscenza della Bibbia e
da una fede radicata nella profondità concreta del cuore e dello spirito.



Quella di Ottavio è una
lunga storia di partecipazione, solidarietà, amore per la vita e soprattutto
amore per gli ultimi: carismatico leader del ’68 per una politica al servizio
dell’uomo, competente formatore dell’Eni, appassionato sostenitore del Concilio,
promulgatore instancabile di esperienze nuove in una società aperta al
cambiamento, sempre disponibile a cercare incessantemente modi nuovi “di dire la
fede e di dare la vita”.



Entrato nelle Èquipes Notre Dame negli anni ’70, prima
nella Roma 31 e poi nella Roma 25, ha vissuto questa scelta come cammino di
approfondimento della fede e vero impegno di ricerca di uno stile di vita più
coerente. La sua fede si è manifestata, nelle riunioni della nostra equipe di
base, domanda di grazia, richiesta addolorata, accettazione obbediente, dialogo
struggente, silenzio di affido. una fede mai appagata del già dato e conosciuto
ma sempre in continua ricerca dell’incontro vero con il TU assoluto.



Non meno appassionante è
stato il suo coinvolgimento con l’esperienza di Collevecchio.  Nel 1989 insieme a Vanda ed un altro gruppo
di amici decise di dare nuova vita al Convento
di S.Andrea  in Collevecchio
(Roma) facendone un luogo di riflessione
sui temi della fede e della storia, della spiritualità e della solidarietà.
Dapprima un piccolo nucleo di persone e poi, negli anni, molti amici e amiche
di varie città italiane, hanno condiviso questo progetto attraverso diverse modalità che
lo ha reso “casa comune” per tanti, punto di riferimento e luogo permanente di
incontro. Il Convento è, oggi, anche sede di Progetto Continenti associazione
di cooperazione e solidarietà internazionale.



E come dimenticare il
pluriennale e intenso lavoro nel Gruppo
La Vigna
che ha dato origine  alla
pubblicazione di diversi libri di “teologia narrativa”: una piccola équipe che
si è impegnata nella  rilettura di alcuni
testi della Bibbia alla luce del tempo attuale, nell’analisi di pagine antiche
che ci parlano sempre e in ogni tempo, nella ricerca del senso più autentico di
una  Parola di Dio che possa tradursi in
parole umane capaci di essere comprese dagli uomini e alle donne di oggi, nella
riflessione delle tante relazioni e storie d’amore che attraversano l’umanità.



Negli
ultimi anni ancora una nuova esperienza di servizio agli altri: consulente
familiare nel Centro la Famiglia di
Roma, dove tutti hanno
apprezzato lo spessore della sua umanità,
il suo sorriso, la sua compostezza di fronte alle situazioni più difficili, la
sua umiltà nel chiedere consiglio e nello stesso tempo nell'offrire
semplicemente il suo ascolto, anche quello professionale che svolgeva per altro
con alta qualità. Un amico che sapeva abbracciare senza perdersi in molti
discorsi e assicurarti la sua presenza.



Noi,
compagni della sua équipe, abbiamo mille ricordi di lui e con lui, abbiamo
dentro di noi i mille frammenti di vita condivisa, i mille specchi della gioia
e del dolore che accompagnano i nostri giorni, abbiamo le mille preghiere
silenziose e comunitarie innalzate a Dio Padre. 



Dobbiamo
dirgli grazie per la sua amicizia forte e sempre molto attenta, grazie per i
suoi pensieri, le sue riflessioni umane e teologiche che ci hanno aiutato a
crescere, per la sua ironia intelligente e sdrammatizzante, per la sua fede
semplice e profonda come la vita..E dire grazie a Dio per averci donato un
amico così..



Salutarlo?
Dirgli addio? Non è possibile perché Ottavio rimane dentro di noi e mille volte
ci tornerà davanti il suo sorriso un po’ sornione, il suo sguardo un po’ tenero
e un po’ ironico, una sua parola acuta e intelligente.



Lo
lasciamo piuttosto  con un dono per lui,
dopo i tanti ricevuti da lui, i versi che Paolo, l’ultimo dei suoi tre figli, che
tanto ha significato nella vita di Ottavio e Vanda specie negli ultimi anni, ha
scritto per il papà a poche ore dalla sua morte:



E a
tre or' di distanza l'un' dall'altra vidi l'alba e cosi quella del di
successivo



. . .cosi
capii che l'efferata mia sentenza di vent'anni pria



fu
ennesima analisi esatta quasi a predir la fin da natur dettata. . .



padre
non credi che parlar di morte sia lecito non sol per te ora,



 ma per tutto questo mondo che s'ammala per
cruda natura. . .



muoion
masse intere d'uomini in ogni dove, e il Sol m'e' testimone..



quanto
avrei sognato che il filosofeggiar tuo s'accompagnasse al mio sull'argomento. . .



da
uomo a uomo. . .



Padre
questi versi di morte son dedicati a te



poiché
ancor pria di me, di fronte al Sol tu mi sei testimone.



 



La sua équipe, i suoi amici:
Carlo e Maria Carla, Evola e Renzo, Irma, Giulia, Anna e Antonio, Claudia e
Potito, Federica e Maurizio, don Arnaldo (Roma 25, Settore A)




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