NICOLO' DEI GIOVANI, VESCOVO PER TUTTI!

Sarà un vescovo che salirà sui
tetti, Nicolò Anselmi, ordinato a Genova dal cardinal Angelo Bagnasco del quale
assumerà da subito le funzioni di Vescovo vicario. “Non temere di salire sui
tetti della città a dire Gesù Cristo”, gli ha detto l’arcivescovo di Genova,
che diviso tra Genova e Roma come presidente della CEI, di lui avrà davvero
bisogno per curare una diocesi complessa di anziani, immigrati, famiglie che
tengono, ma anche toccate dalle difficoltà del lavoro e dalla perdita di senso
indotta dalla secolarizzazione. Cinquantatré anni, sacerdote da venti e la
vocazione a trascinare giovani verso Gesù, attraverso le mille vie di un
giovane ingegnere che il Signore ha strappato con amore improvviso a studi e
progettazioni per immergerlo in mezzo alla gente che cerca Dio. Migliaia di
giovani che con don Nicolò hanno scalato e sciato montagne, inventato mense per
servire  i poveri della città, offerto ai
passanti vangeli, toccato con mano le miserie della città e le povertà delle
missioni e pregato, pregato, pregato. “ Pregavamo sempre, con lui, prima di
mangiare, prima di andare in canoa e prima servire i poveri” dicono i suoi
giovani ormai padri e madri e profondamente segnati da una fede speciale. A
Genova don Nicolò era stato tra gli anni novanta e l’inizio del duemila
responsabile della Pastorale giovanile, per poi passare a Roma, per cinque anni
direttore della Pastorale giovanile della Cei. Rientrato da due anni a Genova,
ancora Pastorale giovanile cittadina e una parrocchia, a due passi dal Porto Antico
in pieno centro storico, dove convergono i vecchi genovesi e i professionisti e
gli immigrati e le prostitute, uniti senza troppo pensarci in un immenso coro
aiutato dall'estro pastorale di quel parroco, dove quelle voci che si uniscono danno
voce alla Chiesa in uscita dell'Evangelii Gaudium. Ed era tutta in cattedrale,
la Chiesa genovese, nella domenica di don Nicolò vescovo, a piangere e gioire
con lui, che chiedeva al suo vescovo di poter continuare a seguire i giovani.
Bagnasco abbracciandolo con tenerezza di padre, non solo glielo concedeva, ma
gliene faceva richiesta, ben sapendo che il vescovo vicario di Genova si
spenderà per i giovani, ma sarà per tutti: immesso, come ha detto Bagnasco, nel
fiume della successione apostolica, sarà un pastore che per il suo gregge
“santificherà se stesso”, sarà “profeta dello Spirito nel mercato della
materia”, sarà “annunciatore del futuro in un mondo che sembra aver perso la
sua storia”. Il vescovo Nicolò che emozionato rispondeva “sì, lo voglio” alle
nove domande che impegnano ad adempiere fino alla morte il ministero affidato
dagli Apostoli: “che emozione, sentirmi chiedere questo fino alla morte- confidava poi a tutta la cattedrale- è una cosa
che ho sempre desiderato: amare fino alla morte lui che ci ama fino alla
morte.” Amare fino alla morte incominciando dai suoi giovani, gli scout di
quando era capo e poi assistente scout, i ragazzi dell’Azione cattolica, gli
studenti di un famoso liceo cittadino dove ha insegnato religione per anni, gli
amici che hanno fatto sport con lui, con lui cercando Dio e trovandolo sulle
vette o nei poveri nei barboni e sull'autobus: 
in cattedrale c’erano amici da Roma e c’erano scout genovesi di
quarant'anni fa e di oggi, c’erano quelli delle giornate mondiali della
gioventù da Tor Vergata in poi, tre generazioni di giovani ancora intorno al
loro nuovo vescovo. E c’erano quattordici vescovi, dal Patriarca di Venezia
all'arcivescovo di Firenze, a imporre le mani per l’effusione dello Spirito nel
momento emozionante e grandioso dell’ordinazione. Il silenzio, l’imposizione
delle mani, e l’effusione dello Spirito su don Nicolò: un grande dono per
tutti. Dopo, l’applauso infinito. “ Il Signore si serve delle nostre povere
persone per realizzare il suo progetto d’amore - ha detto alla fine della
celebrazione - e si serve di me: questo vale per me e per tutti. Ho gratitudine
e stupore per questo tesoro che mi viene affidato, in vasi di creta…”. Aveva
chiesto di non ricevere regali, ma che si pensasse ai poveri e alle missioni.
Invece la gente della parrocchia dove era stato ragazzo e poi capo scout e poi
giovane universitario toccato dalla vocazione sacerdotale, conoscendolo bene,
ha voluto raccogliere comunque soldi per il vescovo Nicolò e comprargli uno
strumento utile: uno scooter nuovo, per non rimanere in panne nelle sue corse
pastorali attraverso la città.    



 




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