LETTERA 207 - MARZO-APRILE 2019

EDITORIALE : Quello per cui sei stato pensato

AUTORE        : Clelia e Gianni Passoni - Responsabili Equipe Italia

“Il Signore esulterà di gioia per te, ti rinnoverà con il suo amore, ” (Sofonia 3,17)

Non avere paura della santità. Non ti toglierà forze, vita e gioia. Tutto il contrario perché arriverai ad essere quello che il Padre ha pensato quando ti ha creato e sarai fedele al tuo stesso essere” ( GE 32    )

 Seguire lo Spirito è come avere sempre aperto il  cantiere della vita. Aperto su noi , al mondo, agli altri , ai fratelli e alle sorelle . E’ sentire la voce di un padre che chiama : “Figlio! Figlia!”.

Seguire lo Spirito non è stare fermi. Guardiamo il mare non è mai fermo, il moto ondoso non è mai uguale, in balia dei venti e delle correnti. In questo suo muoversi continuo si rinnova, si pulisce, scava la roccia sulla quale le onde vanno ad infrangersi, modella, trasforma leviga. Assume sfumature differenti di colore, regolate dalle correnti marine e dalla luce del sole che lo attraversa.

La natura, tutta, offre colori, essenze, profumi, forme secondo la stagione, tutto in un continuo divenire in costante trasformazione. L’universo stesso nella sua misteriosa immensità , è in continuo e veloce movimento verso il suo compimento finale .

Un dono, questo, di bellezza inestimabile che ci viene regalato di cui noi possiamo solo gioire e goderne!

 Anche noi siamo parte di questa natura, a stretto contatto  in continua evoluzione e in costante ricerca di noi stessi. In questo cantiere della vita è grazie agli spazi di silenzio che sappiamo ritagliarci, che possiamo ritrovare il nostro essere: la sua verità, nella sua bellezza, nella sua nudità e nella sua miseria.

Rientrare in noi stessi per poter dimorare con Colui che ci conosce in profondità e ci vuole donare il meglio di sé. La volontà di Dio su di noi è innanzitutto desiderio di bene per noi, un dono che chiede di essere riconosciuto per dare inizio così ad una relazione profonda che realizzerà ciò che siamo realmente.

E’ attraverso la sua Parola viva, efficace, sempre attuale e sempre nuova  che ci dona uno sguardo liberato dal pregiudizio,  che sa andare oltre le apparenze cogliendo la profonda Bellezza che abita ogni nostro fratello, nostra sorella e l’universo intero ; uno sguardo rinnovato capace di osservare attentamente la realtà che ci circonda.

Realtà di oggi dove si vedono cose che non erano mai accadute prima nella storia dell’umanità.

“Non era mai successo che i banchieri di tutto il mondo fossero uniti e i poveri invece divisi. Non era mai successo che ci fossero più scartati ed esclusi che sfruttati ed oppressi. Non era mai successo che si progettassero guerre in cui si muore da una sola parte: la tecnologia lo fa credere possibile, arma i droni che uccidono a migliaia di chilometri di distanza. Non era mai successo che il naufrago potesse erompere nel grido: “Terra!Terra!”, ma la terra gli si negasse, i porti gli fossero chiusi in faccia. Non era mai successo che ai giovani fosse perfino impossibile immaginare un futuro. Non era mai successo che dire “uomini” non fosse la stessa cosa che dire “nati da donna”: non è più veramente necessario che  siano due in una carne sola, al sistema non interessa che siano maschio o femmina, gli basta che siano uguali nel comprare o nel vendere; la differenza è ignota all’uomo “potenziato”…..(Lettere in bottiglia di Raniero La Valle).

Nel silenzio entro nel mio deserto e provo ad ascoltare la voce dello Spirito che non è sempre facile, comoda e apparentemente pacificante.  A volte mi disturba , mi chiama su strade che forse non vorrei percorrere. Ma Lui sa cosa è bene per me.

“Il cristiano è un uomo di pace, non un uomo in pace: fare la pace è la sua vocazione” . Il credente patisce una contraddizione permanente col Vangelo di pace. Essa “ci distoglie dal sentirci soddisfatti e dal legare lo Spirito al nostro corto passo e ai nostri brevi traguardi” (L’inquietudine creativa della pace ,Primo Mazzolari e Tonino Bello).

Intercettare la voce di Dio nella storia è sentire la vita , anche nel suo disordine, nella sua promessa di bene. La vita ci chiama continuamente a scegliere accettando le nostre fragilità per intraprendere la via dell’autenticità, della semplicità e di ciò che è veramente essenziale. Scegliere è tentare una strada , anche a costo che non sia la migliore o addirittura quella sbagliata e che ci si debba ricredere, tornare indietro e ritentare.

Creare spazi in cui ognuno trova nella libertà, la possibilità di far emergere la presenza di Dio che già abita la nostra storia.  L’ ascolto fatto con il cuore nel dialogo coniugale apre alla possibilità di un mondo più giusto , solidale, umano, perchè  le nostre differenze di uomo e donna che sempre più emergono impariamo a deporle ai piedi dell’amata, dell’amato , fermandoci alla sua soglia: “terra sacra” invalicabile.

Osiamo scavare , interrogare e interrogarci per un’autentica conoscenza di noi stessi. Scendiamo nelle nostre profondità per domandarci cosa ci fa davvero vivere, quali pensieri, sogni e aspettative abitano il nostro cuore, un modo per discernere la voce dello Spirito.

 “Donaci, Signore, la grazia della docilità a seguire ciò che viene dallo Spirito buono, che non sappiamo da dove viene , né dove va, ma nemmeno dove ci porterà“.

  Clelia e Gianni Passoni

Allegati

Lettera 207




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