LETTERA 197 - MARZO-APRILE 2018

EDITORIALE : UNA PASSWORD PER LA GIOIA

AUTORE        : Annamaria e Luca Sassetti - Responsabili Regione Nord Ovest B

Abbiamo ormai sperimentato nella nostra vita che tutte le richieste che ci giungono, quando c’è di mezzo il Signore, sono sempre opportunità di compiere piccoli passi avanti nel cammino di fede e spesso ci sembra di intravvedere dei fili che possiamo seguire, anche per tempi lunghi, e che poi inaspettatamente ci portano a comprendere qualcosa …

Diversi anni fa, durante degli esercizi spirituali, ci siamo soffermati per la prima volta con attenzione sul versetto di san Paolo “Rallegratevi nel Signore sempre” che ci ha profondamente colpito tanto da decidere di volerlo leggere spesso nella giornata per riuscire a farlo nostro, per provare a calarlo veramente nella concretezza del quotidiano; allora lo abbiamo scritto a caratteri grandi ed appeso al frigorifero, è diventato la frase del salvaschermo sul computer di Luca ed infine, fino ad oggi, è la password di Annamaria sul lavoro.

È stata pertanto una sorpresa quando quest’anno in Equipe Italia, durante l’assegnazione degli editoriali, per un cambio di programma, ci è capitato di dover riflettere su questo versetto. Non ci è sembrato casuale, come se quel filo afferrato tanti anni fa si ripresentasse tra le nostre mani. Forse per vedere dove ci aveva condotti? Forse per provare a pensare ad un bilancio? Cosa ha detto alla nostra vita, in tutti questi anni, questa frase che è passata giornalmente davanti ai nostri occhi?

Rallegratevi” … ci è sempre piaciuto pensare che la nostra fede non potesse essere disgiunta dalla gioia, da quella gioia che si sprigiona in tutti coloro che incontrano Gesù nel Vangelo ed in seguito alla quale rispondono ad una chiamata, si aprono ad un cambiamento, muovono passi. Una gioia che nasce dall’aver compreso che Dio ci ama nonostante i nostri limiti “che non sono una gabbia, né una catena che ci impedisce di realizzare i nostri sogni, ma il luogo sicuro entro cui diventiamo capaci di Amare. Abbiamo imparato, lentamente, che ogni giorno possiamo trovare occasioni per rallegrarci di questo Amore. Un Amore che non dobbiamo guadagnarci compiendo chissà quali sacrifici ma al quale possiamo corrispondere partendo semplicemente da ciò che siamo, lasciandoci abitare da Lui mentre realizziamo ciò che siamo chiamati a fare sul lavoro, in famiglia, nella nostra vita.

Nel Signore” … spesso siamo portati a pensare di gioire con qualcuno oppure gioire per qualcosa ma San Paolo ci esorta a gioire nel Signore, nella consapevolezza di una relazione che ci avvolge e coinvolge. Il profeta Sofonia dice “Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente. Esulterà di gioia per te, ti rinnoverà con il suo amore, si rallegrerà per te con grida di gioia”.

Siamo la gioia di Dio! Egli ci ama teneramente ed il suo amore ci rinnova, ci cambia! Tutta l’esperienza del Vangelo ci dice che il vero volto di Dio è uno sguardo carico d’amore che ci rigenera!

La grande rivoluzione nella nostra vita di fede è avvenuta anni fa quando abbiamo compreso che l’amore di Dio non era un’ardua montagna da conquistare con “buone azioni” ed un tenace perfezionamento dei nostri difetti che puntualmente si ripresentavano all’appello ma una certezza da cui partire, un mare accogliente nel quale sentirsi già immersi e dal quale lasciarsi portare. Un amico sacerdote, consigliere di equipe, ci ha “semplicemente” messo in evidenza che, come dice San Paolo “Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.”.

Non aspetta che siamo perfetti per amarci, ci è vicino anche nelle nostra estrema povertà e la certezza del suo amore può farci muovere passi.

E’ li che prende slancio la nostra vita, che prende forza la nostra gioia, che diventiamo capaci di fare cose più grandi di quelle che penseremmo: nella consapevolezza di essere nel Signore sempre.

Sempre” … ci sono giorni, per ognuno di noi, in cui le situazioni che dobbiamo affrontare, talvolta molto dolorose, le preoccupazioni per i figli ed i loro cammini spesso incerti, le fatiche che i nostri genitori stanno vivendo e dalle quali, pur essendo loro vicini non possiamo sollevarli, le amarezze e le inquietudini sul posto di lavoro, non ci consentono facilmente di essere testimoni gioiosi dell’amore di Dio.

Il partire ogni giorno da questo versetto ci ha fatto riflettere su come concretizzare, pur in momenti difficili, questa Parola. Non si tratta di vivere con leggerezza cercando di togliere i pesi dalle nostre spalle, cercando un modo per ridimensionarli, inventandoci soluzioni consolatorie. Si tratta “sempre”, in ogni circostanza, anche la più dura e difficile, di spostare l’ottica, di puntare lo sguardo sul Signore, se è davvero il centro della nostra vita, di credere che siamo “nel suo amore”.

Siamo abituati a legare la possibilità di essere felici al veder soddisfatti i nostri desideri, allo stare bene, pensiamo di poter sperimentare la gioia se “la nostra casa è costruita bene” se è come la vogliamo ma San Paolo ci ricorda di rallegrarci non perché la casa viene secondo i nostri disegni ma per la “roccia” su cui è posata: essa è solida, ci accoglie in uno spazio che è già nostro, c’è.

In questi anni ci sembra di aver capito che se fondiamo le nostre scelte, i nostri “si” su quella Roccia allora impareremo lentamente a fidarci dei Suoi progetti per noi e la nostra casa pian piano si adatterà ad essi prendendo una struttura nuova capace di resistere nonostante le intemperie e gli imprevisti della vita.

La carta d’identità del cristiano è la gioia” ha detto papa Francesco, non perché la nostra vita sia esente da tutta la realtà di dolore che contraddistingue l’esistenza di ogni essere umano ma perché quel “più in là” che è scritto in ogni cosa, come dice Montale, non è un qualcosa di indefinito, lo conosciamo bene, ne siamo abitati.

Tutte le mattine, passando presto in reparto, entrando in punta di piedi nelle vite così difficili dei pazienti, Annamaria si immerge nella sofferenza vera, concreta, atroce di chi, da un momento all’altro per un incidente, vede stravolta la propria esistenza. Tutte le mattine Luca, dopo aver attraversato la città in moto, arriva in ufficio ritrovando una realtà lavorativa a volte faticosa e colleghi con situazioni quotidiane complesse ed anche dolorose. Accendiamo il computer, digitiamo la password: “Rallegratevi” … nel Signore … sempre!!

La realtà non cambia, la tempesta è sempre in agguato ma Dio è con noi, lo stupore di fronte al suo Amore nel quale siamo immersi diventa “chiave di accesso” ad una gioia che non viene da noi o da quanto realizziamo ma dalla consapevolezza che in Lui ci possiamo abbandonare.

Questa gioia profonda, del cuore, che non sempre arriva ad esprimersi sul viso, accompagna da anni le nostre giornate.

Annamaria e Luca Sassetti
Recco1 responsabili Regione Nord Ovest B

Allegati

LETTERA 197




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