LA CHIESA ALLA SCUOLA DELLA FAMIGLIA

"Ripartiamo da Nazareth per un Sinodo che, più che parlare di famiglia, sappia mettersi alla sua scuola, nella disponibilità a riconoscerne sempre la dignità, la consistenza e il valore, nonostante le tante fatiche e contraddizioni che possono segnarla."
Con queste parole papa Francesco ha pregato in piazza san Pietro la sera di sabato 3 ottobre, insieme a migliaia di famiglie arrivate da tutta Italia per la Veglia per il Sinodo. Il giorno dopo, con la messa di apertura, ha avuto inizio il XIV Sinodo ordinario dei vescovi dedicato alla Famiglia, alla sua vocazione, alla sua missione. Dal 4 al 25 ottobre 270 padri sinodali e 18 coppie di sposi si confronteranno sui temi della famiglia. 
"Nella “Galilea delle genti del nostro tempo - ha detto papa Francesco - ritroveremo lo spessore di una Chiesa che è madre, capace di generare alla vita e attenta a dare continuamente la vita, ad accompagnare con dedizione, tenerezza e forza morale. Perché se non sappiamo unire la compassione alla giustizia, finiamo per essere inutilmente severi e profondamente ingiusti.
Una Chiesa che è famiglia sa porsi con la prossimità e l’amore di un padre, che vive la responsabilità del custode, che protegge senza sostituirsi, che corregge senza umiliare, che educa con l’esempio e la pazienza. A volte, semplicemente con il silenzio di un’attesa orante e aperta.
E soprattutto, una Chiesa di figli che si riconoscono fratelli non arriva mai a considerare qualcuno soltanto come un peso, un problema, un costo, una preoccupazione o un rischio: l’altro è essenzialmente un dono, che rimane tale anche quando percorre strade diverse.
È casa aperta, la Chiesa, lontana da grandezze esteriori, accogliente nello stile sobrio dei suoi membri e, proprio per questo, accessibile alla speranza di pace che c’è dentro ogni uomo, compresi quanti - provati dalla vita - hanno il cuore ferito e sofferente.
Questa Chiesa può rischiarare davvero la notte dell’uomo, additargli con credibilità la meta e condividerne i passi, proprio perché lei per prima vive l’esperienza di essere incessantemente rigenerata nel cuore misericordioso del Padre."




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