Il nuovo Vescovo di Brescia

UN NUOVO VESCOVO A BRESCIA

Come già annunciato, domenica 8 ottobre pomeriggio ci sarà l’ingresso in Diocesi del nuovo Vescovo di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada.

La sua esperienza di vescovo ausiliare di Milano come vicario di alcuni ambiti strategici della vita pastorale lo accompagna nell’accogliere questo nuovo incarico che Papa Francesco gli ha affidato. Certamente è una scelta difficile non solo per la vastità della nostra diocesi, ma soprattutto per la varietà di esperienze, idee, linee pastorali presenti nel contesto della nostra chiesa bresciana.

Nato a Lissone (Mb) nel 1956, Pierantonio Tremolada è stato ordinato sacerdote nel 1981. Biblista ed esperto, in particolare, dei Vangeli, ha conseguito il Dottorato in Scienze bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico.

Ha insegnato Sacra Scrittura dal 1985 al 2007 nei seminari milanesi, poi si è occupato soprattutto di formazione dei consacrati. Nel 2012 è stato nominato dall’allora arcivescovo Scola vicario per l’Evangelizzazione e i Sacramenti, incarico in cui rientrano anche gli ambiti della Pastorale Giovanile e Universitaria. E’ lui, insomma, che ha guidato e coordinato la presenza della Chiesa milanese nelle università presenti in diocesi – che sono tante, 9 di cui 7 a Milano, frequentate da oltre 200mila studenti.

Recentemente Mons. Tremolada in un suo intervento presso una scuola paritaria cattolica dove era stato invitato ha svolto un passaggio molto interessante che vorremmo segnalare. 

“Brevemente vorrei consegnarvi un pensiero, non mio, ma di un importante uomo di cultura, innamorato della sua terra d’origine fino a diventarne anche presidente (La Repubblica Ceca) e attento osservatore delle questioni internazionali. E’ Vaclav Havel, deceduto nel 2011, e così scriveva in una sua memoria: 

“Volevo far progredire la storia un po’ come un bambino che si mette a tirare una pianta per farla crescere in fretta. Credo che bisogna imparare ad aspettare così come si impara a creare. Seminare pazientemente il grano, annaffiare assiduamente la terra che lo ricopre e concedere alle piante i loro tempi. Non si può ingannare una pianta come non si può ingannare la storia, ma si può annaffiare, pazientemente, tutti i giorni, con comprensione, con umiltà e anche con amore. . .. 

Non c’è nessuna ragione per essere impazienti se si è seminato e annaffiato bene. Basta comprendere che la nostra attesa non è priva di senso. E’ un’attesa che ha senso perché nasce dalla speranza e non dalla disperazione, dalla fede e non dalla sfiducia,dall’umiltà davanti ai tempi di questo mondo e non dalla paura. . . Un’attesa del genere è qualcosa di più che stare semplicemente ad aspettare. E’ la vita, la vita in quanto partecipazione gioiosa al miracolo dell’Essere.” 


Vorremmo sottolineare questa “partecipazione gioiosa al miracolo dell’Essere” evidenziata dal nuovo vescovo di Brescia. E’ un’immagine molto nitida e illuminante perché può essere riferita a tutti i luoghi e soprattutto a tutte le comunità in cui noi cristiani siamo chiamati a vivere: le nostre famiglie, le nostre parrocchie, le nostre scuole, i nostri ambienti di lavoro… Siamo tutti chiamati a vivere la nostra fede in Dio e la gioia cristiana che ne deriva in tutti questi ambiti di vita.


Chiediamo a tutti gli Equipier di pregare perché tutti i nostri pastori ci aiutino a vivere questa “partecipazione gioiosa al miracolo dell’Essere”.




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