IL PIANO REDAZIONALE 2014

IO SONO IL PANE DELLA VITA!

…Verso Cafarnao, verso il mondo “di prima”, il mondo com’era prima che tutto accadesse. Ci è stata mostrata la via, ma la tentazione è quella di tornare sui nostri passi, a casa, dalle reti e dalle barche lasciate, dove tutto appare ai nostri occhi certo, sicuro. Perché rischiare con ciò che è nuovo? 
Ci immergiamo in un mondo che alcune volte nega Dio, o lo mette in un cassetto …un mondo che non avverte su di sé l’amore di Dio e dell’uomo. 
Anche noi cristiani talvolta facciamo fatica ad accogliere e testimoniare lo sguardo misericordioso di Dio nei nostri confronti: eppure, abbiamo avuto segni grandi: il pane condiviso, e le Parole pronunciate. Ma non ci è bastato: la folla ci ha visto prendere il largo da soli. Allora non hanno bisogno di lui, avranno pensato vedendoci andar via, sono autosufficienti, e forse da soli riusciranno a ottenere di più dalla vita: “lui”, volevamo farlo re, ed è fuggito sulla montagna a pregare. Per farcela, per avere successo, rimbocchiamoci anche noi le maniche, le nostre forze basteranno.
Sull’altra riva, cercheremo altri segni: quelli del pane e dei pesci non ci sono stati sufficienti. Le spiagge alle quali approderemo ci offriranno grandi segni rassicuranti: la vita, quando fila liscia, ti fa sentire in una botte di ferro. Poi, qualche crepa. Fallimenti, delusioni 2e dolori incominciano a minare le nostre sicurezze. Chiediamo magari segni di benevolenza divina per uscirne fuori, ma quel dio inventato sul momento non ci risponde. Il Dio d’amore ci sta parlando con altri segni, e noi non li vediamo.
Ci manca l’umiltà e la gratitudine: non abbiamo occhi per distinguere quanto ci è donato a piene mani e per ringraziare di quanto abbiamo. Ci sentiamo poveri perché abbiamo solo pochi pani e pochi pesci, e abbiamo già dimenticato quanto abbiamo visto laggiù all’altra riva: il gesto umile e grato di mettere in comune. Non perderemo nulla, ma riavremo il centuplo. Avremo il Pane che ci è stato promesso. Il Pane della Parola e il Pane che ci nutre: a cominciare da noi due, sacramento di Dio, segno per tutti del suo amore, scuola di compassione e condivisione che riconosce all’altro- a ognuno- l’autorità della sua vita, delle sue scelte, delle sue sofferenze.
Mai. O sempre, che è la stessa cosa: la promessa è quella di non aver mai sete e fame se ci si mette a disposizione, a partire da ogni alba che il Signore ci dà, del progetto di Dio su di noi. Sazi del cercare, e appagati, ogni volta, del trovare i segni del suo amore nel mondo.




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